Ricerche archivistiche e studi sul patrimonio locale
Uno degli ambiti più significativi e duraturi dell’attività di Giuseppe Canalella è stato quello della ricerca archivistica, intesa non solo come esercizio erudito, ma come strumento fondamentale per la ricostruzione dell’identità storica, religiosa e sociale della comunità di Mussomeli.
Per oltre un decennio ha svolto un’intensa e sistematica attività di studio presso l’Archivio storico diocesano di Agrigento, consultando fondi manoscritti, registri, bolle e atti notarili di straordinaria importanza, spesso poco esplorati o del tutto inediti.
Attività di ricerca presso
l’Archivio Storico Diocesano di Agrigento
Attraverso un lavoro paziente e rigoroso, Canalella ha analizzato fonti documentarie fondamentali per la comprensione delle dinamiche religiose, confraternali e assistenziali, restituendo un quadro più articolato della vita quotidiana e delle strutture devozionali di Mussomeli.
In questo contesto si colloca l’individuazione e lo studio delle bolle di fondazione di importanti confraternite ancora oggi attive, come quella di Maria Santissima del Carmelo (29 marzo 1621), di Maria Santissima dei Miracoli (23 novembre 1559) e del Santissimo Sacramento della Chiesa di San Giovanni (1 maggio 1618). Tali documenti hanno permesso di chiarire con precisione cronologica le origini di queste istituzioni, il loro ruolo sociale e le finalità caritative e devozionali che ne hanno caratterizzato l’azione nel tempo.
Bolla di fondazione della confraternita
Maria Santissima del Carmelo (29 marzo 1621)
Di particolare rilievo è stata anche la riscoperta delle bolle di fondazione di confraternite ormai scomparse, tra cui la Congregazione di Maria Santissima degli Agonizzanti (29 marzo 1666), la Confraternita di Gesù e Maria (19 novembre 1692), la Confraternita della Madonna di Trapani (20 dicembre 1630), la Confraternita di Maria Santissima della Provvidenza (2 marzo 1633) e la Congregazione sotto il titolo di Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo (17 marzo 1682) che ha consentito di ampliare in modo significativo la conoscenza della vita confraternale locale tra XVI e XVII secolo.
Questo lavoro ha restituito visibilità storica a realtà associative dimenticate, contribuendo a ricostruire una rete complessa di rapporti tra Chiesa, società civile e potere locale.
Un ulteriore e significativo contributo della sua attività di ricerca riguarda la scoperta di documentazione inedita sul culto di Santa Rosalia a Mussomeli. Grazie a tali rinvenimenti è stato possibile collegare una reliquia conservata nella chiesa di Santa Maria del Gesù a un documento storico che attesta l’invio ufficiale delle reliquie ossee della santa. Questo risultato ha avuto un’importante ricaduta sul piano della valorizzazione del patrimonio religioso e identitario, rafforzando il legame tra memoria storica, devozione popolare e beni culturali materiali.
Ha dedicato particolare attenzione alla figura di Paolo Emiliani Giudici, riconoscendone il rilievo nel panorama culturale e politico dell’Ottocento italiano. Tale interesse si è tradotto in un’attività di studio approfondita e rigorosa, culminata nella cura di una breve biografia, volta a restituire un profilo chiaro e documentato dell’uomo, dell’intellettuale e del patriota, mettendone in luce il pensiero, l’impegno civile e il contributo alla formazione della coscienza nazionale italiana.
Nell’ambito di questi studi, ha inoltre approfondito i legami intellettuali e personali tra Emiliani Giudici e Nicola Gaetani Tamburini, analizzandone affinità culturali, scambi di idee e convergenze ideologiche. I risultati di tale ricerca sono stati presentati in una relazione dal titolo Rapporti tra Paolo Emiliani Giudici e Nicola Gaetani Tamburini confluiti in un contributo pubblicato sulla rivista Archivio Nisseno della Società Nissena di Storia Patria, offrendo un contributo originale alla ricostruzione delle reti intellettuali del Risorgimento e al dialogo tra figure centrali del pensiero italiano dell’epoca.
La relazione è stata esposta in occasione del Convegno nazionale di studi “Paolo Emiliani Giudici. Un’anima lealmente italiana”, svoltosi a Mussomeli l’8 e 9 giugno 2012, evento organizzato per celebrare il secondo centenario della nascita di Emiliani Giudici. La partecipazione al convegno ha rappresentato un momento significativo di confronto accademico e culturale, inserendo il suo contributo all’interno di un più ampio dibattito nazionale volto a valorizzare una figura spesso trascurata, ma di grande importanza per la storia culturale e civile dell’Italia.
Negli ultimi anni l’attività di Giuseppe Canalella si è estesa anche allo studio del patrimonio rurale e produttivo, con il censimento e l’analisi di numerosi palmenti e fosse granarie disseminati nel territorio mussomelese. Queste strutture, spesso trascurate o in stato di abbandono, sono state da lui interpretate come testimonianze essenziali dell’economia agricola tradizionale e della cultura materiale della Sicilia interna, promuovendone la conoscenza e la tutela.
Infine, il suo impegno si è concretizzato anche sul piano della valorizzazione archeologica: egli è stato tra i promotori dell’apertura dell’Antiquarium Archeologico di Mussomeli, la struttura museale che, dopo essere stata inizialmente allestita presso la sede del Comune, è stata trasferita a Palazzo Sgadari per rendere fruibili al pubblico i reperti e i materiali archeologici del territorio, contribuendo in modo determinante alla catalogazione, allo studio e alla fruizione pubblica dei reperti locali.
In questo modo, la ricerca storica e archivistica si è tradotta in un’azione concreta di restituzione del patrimonio alla comunità, rafforzando la consapevolezza collettiva del valore della propria storia.
Attività artistica, curatoriale e divulgativa
Accanto alla ricerca storica e all’attività di studio, Giuseppe Canalella ha sviluppato nel corso degli anni un’intensa e continuativa attività di divulgazione artistica e culturale. Si è distinto per l’impegno costante nella promozione della conoscenza e per un’attenzione consapevole ai linguaggi artistici nel contesto locale e regionale. La sua attività si è contraddistinta per un approccio interdisciplinare, in grado di unire il rigore scientifico a una chiara finalità educativa e culturale.
Giuseppe Canalella con Maria Sorce Cocuzza
Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila ha svolto un ruolo significativo come curatore di numerose mostre di pittura e fotografia organizzate a Mussomeli, contribuendo in modo concreto alla valorizzazione di artisti contemporanei, sia emergenti sia già affermati. Tali iniziative espositive non si sono limitate alla mera presentazione delle opere, ma hanno rappresentato occasioni di confronto critico, di dialogo tra artisti e pubblico e di crescita culturale per il territorio, favorendo la diffusione della cultura visiva e il rafforzamento del tessuto culturale locale.
Parallelamente all’attività curatoriale, Canalella ha curato gli atti di convegni di rilevanza storica e culturale, dimostrando particolare attenzione alla trasmissione e alla conservazione della memoria storica attraverso la pubblicazione e l’organizzazione sistematica dei contributi scientifici. Tra questi si ricordano incontri dedicati al pensiero e all’eredità culturale di Luigi Sturzo, affrontati con un approccio critico e multidisciplinare che ne ha evidenziato l’attualità e l’incidenza nel dibattito storico e civile.
Atti del convegno di studio Luigi Sturzo.
Dal municipalismo al federalismo, tenutosi a Mussomeli il 6 marzo 2004
Ha inoltre partecipato attivamente a corsi di formazione, seminari e convegni di carattere storico-artistico e archeologico, sia in qualità di relatore sia come studioso, approfondendo tematiche legate all’iconografia, all’archeologia siciliana e alle tecniche artistiche tradizionali. Questo percorso di studio e divulgazione ha contribuito a consolidare una visione ampia e integrata dei fenomeni culturali, rafforzando il suo ruolo di mediatore tra ricerca accademica e pubblico più vasto, con l’obiettivo di rendere il patrimonio storico e artistico accessibile, comprensibile e vivo nel presente.